ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE: CINQUECENTO ANNI IN UNA SOLA AMPOLLA

ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE: CINQUECENTO ANNI IN UNA SOLA AMPOLLA

L’Aceto Balsamico Tradizionale è uno dei prodotti tipici più apprezzati della cucina italiana: prodotto esclusivamente con mosto cotto di uve provenienti dalle province di Modena e Reggio Emilia, nel 2000 l’Unione Europea ne ha riconosciuto la Denominazione di Origine Protetta (meglio nota con l’acronimo DOP, marchio di tutela giuridica che viene attribuito agli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono stati prodotti).

 

Ciò che rende l’Aceto Balsamico Tradizionale un prodotto unico non è soltanto la materia dal quale è ottenuto, ma anche la particolarità del processo e la sua tradizione antichissima; le botticelle in cui viene fatto invecchiare erano considerate a tutti gli effetti parte del patrimonio familiare e  venivano date in dote alle figlie che si sposavano o lasciate in eredità al primogenito.

 

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Il processo di maturazione e invecchiamento fa sì che non esistano due bottiglie di Aceto Balsamico Tradizionale assolutamente identiche tra loro: le botticelle che compongono le batterie sono di legni diversi –rovere, castagno, ginepro, gelso e ciliegio- e ognuno conferisce al prodotto un particolare aroma. Inoltre, le batterie erano tradizionalmente conservate nei sottotetti, i locali più esposti alle variazioni termiche, che favoriscono la maturazione del prodotto. Durante questo processo l’Aceto Balsamico Tradizionale viene travasato in botticelle di volume decrescente, da 75/100 litri a 10 litri circa. Poiché ogni anno l’Aceto si addensa, i travasi servono anche a riportare a livello la botticella più piccola con aggiunte di prodotto da quella immediatamente più grande, fino ad arrivare alla prima che viene riempita con il mosto dell’ultima vendemmia.

 

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Entrando in acetaia, ciò che colpisce è il mescolarsi e combinarsi degli aromi del legno e dell’Aceto Balsamico, si ha davvero la sensazione di respirare la storia!

 

Per quanto riguarda il suo utilizzo in cucina, l’Aceto Balsamico Tradizionale si può abbinare a quasi tutti i piatti del menù, dei quali esalta i profumi e i sapori. Il suo impiego ottimale è come condimento di insalate, pesce, risotti, arrosti e bolliti, formaggi (il Parmigiano-Reggiano in primis) e anche su dolci e frutta (in particolare su fragole, pesche e frutti tropicali).

 

SAPEVATE CHE….?

…..ogni anno vengono immesse sul mercato circa 70.000 confezioni di Aceto Balsamico Tradizionale?

 

…..non è possibile dichiarare sulla confezione alcun riferimento all’età del prodotto? È però possibile distinguere l’Affinato, invecchiato almeno 12 anni, dall’Extravecchio, invecchiato almeno 25 anni, per i colori della capsula di sigillo che è rossa per il primo tipo e oro per il secondo.

 

….le prime documentazioni in cui viene citato l’Aceto Balsamico risalgono agli archivi della Corte Estense del XVII secolo ma mosti e aceti erano già largamente impiegati dalle prime civiltà mediorientali, nell’antica Grecia e nella Roma imperiale?

 

….per poter spillare da una batteria la prima bottiglia di Aceto Balsamico Tradizionale è necessario aspettare almeno 12 anni?

 

….il disciplinare DOP ha reso obbligatorio imbottigliare l’Aceto Balsamico Tradizionale nella bottiglia sferica a base rettangolare, appositamente progettata da Giorgetto Giugiaro?

 

Per la diffusione commerciale e culturale dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Buoni d’Italia ha selezionato l’Acetaia Paltrinieri di Sorbara (MO), che affonda le sue radici agli inizi del 1800 quando fu costruita la villa che ancora oggi la ospita. Risalgono a quel periodo anche le prime botti e le prime batterie di Aceto balsamico che danno inizio ad una lunga tradizione di famiglia e di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Arriviamo così ai giorni nostri con la produzione del mosto necessario all’acetaia, dai vigneti che circondano villa Paltrinieri.
Per l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, la nostra scelta è caduta su Il Borgo del Balsamico di Albinea (RE), per la sua straordinaria capacità di costruire un legame tra modernità e tradizione.

 

È possibile consultare il disciplinare DOP relativo all’Aceto Balsamico Tradizionale collegandosi qui
Per saperne di più su storia e tradizioni legate all’Aceto Balsamico Tradizionale clicca qui

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